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I nostri servizi per il tuo benessere

Sottoporsi a controlli medici regolari è una delle sane abitudini che ci aiutano a godere di buona salute a lungo. In campo ortopedico, data la grande quantità di patologie che possono colpire il sistema locomotore, è molto importante sottoporsi a controlli periodici.

Il corpo umano, proprio come una macchina, può andare incontro non solo a conclamati eventi accidentali, ma può essere danneggiato in maniera più o meno silente da patologie da usura e degenerative, che spesso si manifestano in sordina e che è importante trattare sin dagli albori.

Ottenere una diagnosi precoce di artrosi, ad esempio, può fornire al paziente un più ampio ventaglio di soluzioni e terapie da mettere in campo per contrastarne l‘evoluzione.

Per questo, quando si ha il sospetto di avere un problema all’apparato muscolo-scheletrico, è importante non lasciar correre troppo tempo e sottoporsi al più presto ad una visita specialistica.

La valutazione rappresenta la prima tappa del percorso terapeutico che paziente e fisioterapista dovranno intraprendere insieme: dopo la compilazione dei dati anagrafici in accettazione, il paziente verrà seguito completamente dal terapista dal primo colloquio conoscitivo fino al momento dell’uscita dallo studio.
Dopo un primo colloquio anamnestico, il fisioterapista annota i dati salienti e procede all’esame fisico per vedere se le proprie ipotesi diagnostiche sono confermate o meno. L’esame fisico è formato da una valutazione statica, da una dinamica, dai movimenti passivi e da quelli attivi. A seguito potranno essere eseguiti anche test speciali per patologia o neurodinamici a seconda della natura della disfunzione del paziente. Al termine dei suddetti esami, tramite un ragionamento clinico attento e accurato, verrà formulata una DIAGNOSI FUNZIONALE. È importante specificare che non si tratta di una valutazione o una diagnosi medica: la valutazione si prefigge l’obiettivo di analizzare il movimento e le sue alterazioni per comprendere al meglio il dolore e la sua origine.
La valutazione infine, non è solo il momento in cui vengono analizzati e appuntati i dati psicofisici personali, ma rappresenta anche il primo punto d’incontro della futura ALLEANZA TERAPEUTICA fra paziente e fisioterapista, importantissima per la buona riuscita del progetto riabilitativo. Il paziente è sempre al centro di quest’ultimo e diventa parte attiva in quanto stabilisce in accordo con noi gli obiettivi e le varie tappe da seguire.

La definizione ufficiale di “Terapia Manuale Ortopedica” viene data da IFOMPT (International Federation of Orthopaedic Manipulative Physical Therapists) a Cape Town nel 2004, con il voto favorevole di tutti i Paesi membri presenti al General Meeting. Eccola di seguito:
“La Terapia Manuale Ortopedica (OMT) è un’area specialistica della fisioterapia volta alla gestione delle patologie neuro-muscolo-scheletriche e basata sul ragionamento clinico, la quale utilizza approcci terapeutici altamente specifici, che includono le tecniche manuali e gli esercizi terapeutici. La Terapia Manuale Ortopedica comprende, ed è guidata, dalle prove di efficacia cliniche scientifiche disponibili e dalla struttura biopsicosociale di ogni singolo paziente“.
In questa definizione vengono mostrati i capisaldi della Terapia Manuale Ortopedica che vi illustreremo uno ad uno.

Ragionamento Clinico

È il processo cognitivo che porta alla valutazione fisioterapica. Vengono poste diverse domande e richieste dimostrazioni pratiche funzionali per l’acquisizione di dati utili alla valutazione. Questo porterà il fisioterapista a generare una serie di ipotesi che, continuando con il processo, andrà confutando fino a definire e realizzare un intervento efficace per ogni singolo paziente. Si tratta di un modello aperto, per il quale è importante sviluppare certe competenze, come una mentalità aperta e flessibile alla ricezione dell’informazione, un approccio costruttivo ed innovativo per analizzare le informazioni e soprattutto essere disciplinati, metodici e logici nel momento della raccolta dell’informazione.

Tecniche Manuali

Consistono in una serie di interventi dove il fisioterapista utilizza le sue mani per gestire movimenti precisi volti a modulare il dolore, aumentare la gamma di movimenti articolari, ridurre o eliminare l’edema del tessuto connettivo, indurre il rilassamento, migliorare l’estensibilità del tessuto contrattile e non contrattile. Questi interventi implicano variabilità nelle tecniche e nei gradi di applicazione delle forze.

Esercizio Terapeutico

La terapia manuale ne necessita per essere ancora più efficace e per aumentare i benefici ottenuti con le tecniche manuali. Al paziente viene proposto un iter di lavoro personalizzato in base alle sue caratteristiche e alle sue esigenze, con l’obiettivo di migliorare attivamente le capacità fisiche e ridurre la sintomatologia dolorosa.

Struttura Biopsicosociale

Fattore molto importante è il quadro biopsicosociale della persona. I fattori psicosociali coinvolgono sia aspetti sociali che comportamenti psicologici.
Questi sono i principali da considerare per essere più efficaci nel nostro intervento:

  • Autostima: intesa come la fiducia in sé stessi di fronte alle situazioni della vita sia positive che negative. Ha grande influenza come mediatore nell’intensità del dolore, in risposta alla disabilità e alla paura di affrontarla.
  • Capacità di adattamento: è la capacità di adattarsi o di affrontare cambiamenti o sfide con sé stessi, il modo di interagire con gli altri e con il contesto.
  • Depressione e Catastrofismo: sovrastimazione degli aspetti negativi e delle conseguenze di un’esperienza. Di solito è legata nei pazienti all’intensità del dolore, alla disabilità a causa del dolore e dallo stress psicosociale.

Tuttavia, va osservato che la Terapia Manuale Ortopedica (OTM) non è applicabile a tutti. Esistono una serie di controindicazioni da tenere presenti, tra cui alcune assolute come neoplasie, cauda equina, fratture e disturbi psicologici gravi o alcune relative come osteoporosi, danni neurologici e l’uso prolungato di corticosteroidi.

A seconda delle disfunzioni notate nella fase di valutazione, il paziente comincia il percorso terapeutico insieme al fisioterapista: questo tragitto a tappe non può prescindere da un lavoro sinergico fra tecniche di terapia manuale ed esercizi di rieducazione funzionale. Le une non possono funzionare senza gli altri.
All’interno della palestra riabilitativa verranno eseguiti esercizi a carico GRADUALE a seconda della sensazione dolorosa percepita dal paziente. Questi possono essere specifici muscolo-articolari per il raggiungimento di un particolare micro-obiettivo oppure generali aerobici per il miglioramento del sintomo algico. Il carico di lavoro per ogni singolo esercizio viene scelto in maniera progressiva in COLLABORAZIONE con il paziente il quale ci aiuta a trovare la propria capacità di carico personale. Questo elemento risulta fondamentale per l’efficacia del trattamento in quanto il terapista non può prescindere dalle sensazioni positive o negative provate da chi esegue l’esercizio. Per il paziente diventa molto più facile e motivante sapere di poter realizzare un compito.

Che cos’è

Il termine “tecar”, o “tecarterapia”, deriva dall’acronimo “Trasferimento Energetico Capacitivo Resistivo”. Questa terapia, sebbene sia presente in Italia già da diverso tempo, si è sviluppata a livello esponenziale solamente negli ultimi 20 anni.
La tecarterapia è una tecnica che veicola energia ai tessuti biologici potenziando i processi riparativi fisiologici. La ragione d’essere della tecar sta nel fatto che a seguito di un infortunio, un trauma o un processo degenerativo, si alterano e rallentano i processi biologici basilari per la riparazione tissutale. Applicando il principio fisico del condensatore la tecar, al contrario di altri elettromedicali che producono energia dall’esterno, ha la peculiarità unica di ottenere un trasferimento energetico endogeno attraverso lo spostamento alternato di attrazione/repulsione delle cariche elettriche degli ioni presenti all’interno del tessuto corporeo.
La tecarterapia ha due modalità di applicazione:

  • Capacitiva: l’elettrodo mobile in mano al terapista è isolato, quindi le cariche elettriche si accumuleranno più vicine al manipolo. Questa modalità stimola maggiormente i tessuti molli superficiali (muscoli, sistema vascolare e linfatico ecc.)
  • Resistiva: l’elettrodo mobile in questo caso non è più isolato, pertanto le cariche tenderanno ad avvicinarsi di più ai tessuti a maggiore resistenza ovvero che lasciano passare minore energia. Questa tecnica viene utilizzata quindi per tessuti ossei, cartilaginei e tendinei.

La Tecarterapia sta ottenendo molto successo grazie a:

  • Enorme risposta da parte del paziente perché la terapia risulta gradevole;
  • Grandi capacità di trattare svariati disturbi muscolo scheletrici;
  • Efficacia nello stimolare i processi riparativi naturali.

Sebbene si adatti a qualsiasi patologia muscolo scheletrica, per l’applicazione di questo elettromedicale è necessaria un’ottima formazione da parte dello staff sanitario poiché ogni patologia ha le proprie caratteristiche di trattamento che, se non conosciute, limitano l’efficacia della terapia.

I benefici

I benefici della tecarterapia sono molteplici, ne elenchiamo alcuni:

  • Stimolazione del metabolismo basale dei tessuti trattati;
  • Aumento del flusso sanguigno arterioso con maggior apporto di sostanze nutritizie e ossigeno per il tessuto leso;
  • Aumento del deflusso sanguigno venoso e linfatico con maggior risciacquo delle sostanze di scarto dalla zona patologica;
  • Aumento endogeno della temperatura locale della zona trattata (effetto indiretto).
Patologie trattate

Distorsioni, tendiniti, borsiti, traumi ossei e articolari, lesioni muscolari e tendinee, riabilitazione post-chirurgica, cervicalgia, lombalgia, spalla congelata o capsulite adesiva, epicondilite o gomito del tennista, epitrocleite o gomito del golfista, dolori muscolari, dolori articolari, osteoporosi, dita a scatto, meta tarsalgia, fascite plantare, sacroileite, lesioni legamentose, ematomi, edemi, pubalgia, traumi sportivi.

Controindicazioni

Il trattamento con tecarterapia è assolutamente vietato nei pazienti portatori di peacemaker e/o altri apparecchi elettronici impiantati, donne in gravidanza e pazienti con patologie oncologiche (tumorali).

Il termine “Laser” è l’acronimo inglese di “Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation” ovvero “amplificazione luminosa provocata dall’emissione stimolata di radiazioni elettromagnetiche”. Questa sigla indica un dispositivo in grado di emettere un fascio di luce monocromatica e concentrata in un raggio rettilineo capace di indurre variazioni fotochimiche e fotobiologiche sulle cellule dei tessuti. Il Laser ad Alta Potenza è in grado di distribuire l’energia emessa in pressoché tutti gli strati cellulari sottoposti al trattamento, in modo graduale, omogeneo e controllato, facendo prevalere, a seconda delle necessità, un assorbimento piuttosto che l’altro.
Il Laser può agire in emissione continua o pulsata garantendo il trasferimento diversificato e completo ai tessuti corporei più profondi del corpo umano di un’energia in grado di trasformarsi in bio-stimolazione e calore, la quale può assumere, a seconda degli obiettivi terapeutici perseguiti, intensità basse permettendo di lavorare in atermia, oppure medio-alte per associare anche gli effetti più propriamente termici della luce laser.

Emissione Continua

Preferita per utilizzare la massima potenza disponibile, ridurre i tempi di applicazione, sfruttare la potenza emessa per trattare in modalità a scansione anche ampie parti del corpo.

Emissione Pulsata

Attraverso l’emissione pulsata è possibile contenere l’effetto termico, modularlo ed effettuare trattamenti sia in modalità manuale che a scansione.

Effetti terapeutici del Laser

Antalgico: tale effetto si esplica con l’aumento della soglia delle terminazioni algotrope e con la produzione di Beta-endorfine a livello sinaptico.

Antiflogistico: stimolazione di leucociti e Macrofagi. Riduzione secrezione di prostaglandine e aumento di prostacicline. Aumento del drenaggio linfatico e del flusso ematico (attivazione del microcircolo).

Biostimolante: con questo termine intendiamo l’effetto sulla sintesi proteica, che deriva dalla stimolazione della membrana cellulare e dalla aumentata produzione di ATP per stimolazione della membrana mitocondriale.

Indicazioni Terapeutiche

L’utilizzo del Laser è indicato nelle seguenti patologie:

  • Tunnel carpale
  • Coxartrosi
  • Gonartrosi
  • Meniscopatia
  • Pubalgia
  • Cervicalgia
  • Problematiche scapolo-omerali
  • Metatarsalgia
  • Sciatalgia
  • Epicondilite (gomito del tennista)
  • Epitrocleitre (gomito del golfista)
  • Tendinopatia Rotulea
  • Tendipotia Achillea
  • Lesioni muscolari
  • Lesioni legamentose
  • Traumi contusivi distorsivi
Controindicazioni

La Laserterapia è controindicata nei portatori di pacemaker, in gravidanza, in caso di epilessia e in presenza di neoplasie.

Le Onde d’Urto o “litotrissia” sono un elettromedicale che si basa sull’emissione di onde acustiche ad alta energia. A differenza degli ultrasuoni che generano un’onda ad andamento sinusoidale, queste hanno un andamento ad impulsi. Le onde d’urto sono utilizzate in campo medico da parecchio tempo in ambito urologico per la soluzione delle calcolosi delle vie urinarie con l’idea di poter distruggere l’agglomerato dall’esterno in maniera non invasiva senza generare lesioni ai tessuti circostanti. In fisioterapia le onde d’urto vengono utilizzate relativamente poco perché sono particolarmente efficaci per un gruppo ristretto di patologie: tendiniti calcifiche, tendinosi e fibrosi cicatriziali. Un ciclo di onde d’urto presso il nostro centro può variare dalle 3 alle 5 sedute con cadenza settimanale a seconda delle caratteristiche della patologia.

Come funzionano

I meccanismi d’azione che si generano dall’emissione di Onde d’Urto sono principalmente due:

  • Meccanico: l’onda, colpendo una massa solida, crea un’energia disgregante distruttiva in grado di fratturare il tessuto bersaglio;
  • Cavitazione: questo fenomeno si verifica quando le onde attraversando un tessuto acquoso generano l’implosione delle bolle dei gas disciolti nel liquido. Queste implosioni creano un Aumento Importante Delle Pressioni Interne.
Benefici

Oltre all’effetto meccanico di disgregazione dei tessuti le Onde d’Urto generano un effetto indiretto secondario molto importante: in risposta a questo bombardamento il corpo produce una neoformazione di vasi sanguigni. Il meccanismo è molto simile a quello di una lesione: quando per esempio si ha una frattura il corpo come reazione è stimolato a produrre tessuto osseo per ristabilire la situazione precedente al trauma. Questa neocapillarizzazione indotta è di maggiore utilità in quei tessuti dove la vascolarizzazione è fisiologicamente scarsa e quindi può andare più frequentemente in sofferenza. Queste zone sono quelle di passaggio da un tessuto osseo a quello tendineo.

Patologie curate

Tendinite calcifica, tendinosi, fibrosi cicatriziali muscolari, epicondilite, epitrocleite, pubalgia, sperone calcaneare, fascite plantare, tendinite rotulea, tendinite achillea.

L’ultrasuono è definito come una vibrazione acustica con frequenze sopra il limite di quelle udibili (cioè maggiori di 20.000 Hz). Le onde sono comprese tra i 1 MHz ed i 3 MHz: penetrano nei tessuti e svolgono azioni meccaniche, termiche e chimiche e determinano un’accelerazione dei processi metabolici delle cellule, aumentando l’energia termica locale e stimolando circolazione e tono neuromuscolare e vascolare.

Effetti terapeutici

L’Ultrasuonoterapia ha diversi effetti terapeutici:

  • Analgesico
  • Antinfiammatorio
  • Antiedemigeno
  • Decontratturante
  • Fibronolitico
Modalità di applicazione

La terapia con ultrasuoni può essere somministrata con due modalità diverse.
Contatto diretto: con testina mobile o fissa. La modalità a contatto diretto, che è più frequentemente utilizzata, consiste nell’applicazione della testina emittente a diretto contatto della cute con l’interposizione di una sostanza (di solito un apposito gel conduttivo) per favorire da un lato la trasmissione tra testina e cute e dall’altro l’aderenza, lo scivolamento e l’eliminazione di possibile aria frapposta fra cute e trasduttore che potrebbe ostacolare, per la sua capacità riflettente, la trasmissione dell’onda ultrasonica.
A immersione: è utile quando le superfici da curare sono troppo piccole o irregolari o quando la zona è così dolente da impedire il contatto diretto. La parte da trattare viene immersa in un recipiente contenente acqua insieme alla testina emittente, posta ad una distanza massima di 2-3 cm dalla superficie corporea, per evitare una eccessiva dispersione del fascio ultrasonico con diminuzione dell’efficacia terapeutica.

Indicazioni Terapeutiche

L’ultrasuonoterapia è indicata essenzialmente per patologie delle strutture periostali, tendinee e capsulari. Tra le principali indicazioni per l’impiego degli ultrasuoni:

  • Artrosi
  • Borsite
  • Ematoma
  • Tendinopatia
  • Lesione Muscolare
  • Distorsione
  • Contratture
  • Morbo di Dupuytren
  • Trattamento Cellulite
Controindicazioni

L’ultrasuonoterapia è vivamente sconsigliata in caso di:

  • Tromboflebiti, perché gli ultrasuoni possono provocare la rottura di emboli
  • Sepsi acuta delle zone da trattare, per il pericolo di diffusione dell’infezione
  • Gravidanza, per il pericolo di provocare danni al feto in area lombare
  • Neoplasie, per evitare di stimolare la crescita delle metastasi

L’ipertermia svolge un ruolo fondamentale nel programma riabilitativo nella fase di riduzione della flogosi e del dolore, nel trattamento delle degenerazioni croniche e nel recupero dell’estensione del movimento.
La caratteristica peculiare della Ipertermia consiste nell’abbinamento di due sorgenti di energia (il bolus di liquido termostatato ed il generatore di energia elettromagnetica) capaci di operare simultaneamente nell’area di trattamento sotto il controllo di un sistema ad anello chiuso che ne gestisce la potenza sulla base degli effetti prodotti e misurati.
Questo consente di portare lo stimolo ipertermico in profondità, senza surriscaldare gli strati più superficiali, di monitorare l’effetto ipertermico, di mantenere nel tempo i livelli di stimolazione prefissati, di creare una distribuzione ipertermica omogenea e selettiva.
Il controllo automatico permette di poter ripetere nel tempo il trattamento avendo garantita la riproducibilità delle condizioni terapeutiche, in regime di sicurezza e comfort per il paziente e l’operatore sanitario.
L’ipertermia è uno strumento efficace e versatile, indipendente dall’operatore, privo di costi di gestione (nessun consumabile) e conforme alle normative europee sui dispositivi medici 93/42/CEE.